Si alza il volume della protesta a Conetta: operatori bloccati nel centro di accoglienza

Nel mirino i mancati pagamenti dei "pocket money", la diaria da 2,5 euro per i migranti. Ma anche gli operatori della coop non sono ancora stati pagati. Strade e cancelli ostruiti

Un tira e molla che è continuato per tutta la giornata e che, anzi, è iniziato già da martedì sera, quando alcuni operatori della cooperativa Edeco sono stati di fatto "reclusi" nella ex base di Conetta da dei richiedenti asilo che chiedevano il pagamento dei loro "pocket money", la diaria di 2,5 euro al giorno. Nel campo si sono intrecciate due proteste in queste ore: la prima, come detto, è quella dei migranti, che per tutta la giornata hanno lamentato la mancata consegna delle somme di denaro che spettano loro, la seconda è quella degli operatori della cooperativa Edeco, che gestisce l'ospitalità nella base. Anche loro lamentano mancati pagamenti di mesi e sul punto si è tenuto nel pomeriggio un incontro in Prefettura con le rappresentanze sindacali durante il quale sarebbero arrivate rassicurazioni da Ca' Corner. 

Bonifico della Prefettura

Sulla questione "pocket money", inoltre, la Prefettura ha effettuato un bonifico da 57mila euro, mettendo a disposizione della Edeco le somme necessarie. I responsabili della coop si sono recati di persona in banca mercoledì per assicurarsi della bontà dell'operazione: poi il ritorno al campo, dove verso le 18.30 si sono vissuti attimi di tensione. Alcuni migranti (divisi al loro interno in diverse fazioni) hanno danneggiato alcune persiane e alcune strutture della cucina, tanto che i responsabili delle forze dell'ordine, assieme agli operatori della cooperativa, si sono portati dentro i locali dell'ex base per riportare la calma. All'esterno, pronti a entrare in azione in caso di necessità, polizia e carabinieri in assetto antisommossa, alcuni presenti dalle 7 del mattino e consapevoli di dover fare gli straordinari fino alle 23. Al freddo. 

Strada e cancello ostruiti

L'atmosfera si è mantenuta tesa fin dalla sera precedente, quando nella base è entrato anche il vicario del prefetto, Sebastiano Cento, che ha cercato di comprendere le richieste dei migranti. Su questo è il caos: una voce univoca non c'è e gli scenari mutano di continuo. Così, dopo la "reclusione" degli operatori di martedì sera, la mattina seguente una quindicina di manifestanti ha bloccato via Rottanova con delle panche, mentre altri hanno ostruito il cancello d'ingresso. A più riprese. Tanto che nel pomeriggio è stato chiesto aiuto a due squadre dei vigili del fuoco di Cavarzere, che si sono posizionate con le loro camionette davanti al grande cancello d'ingresso mentre le forze dell'ordine rimuovevano gli ostacoli posizionati da chi intendeva in questo modo manifestare tutto il proprio scontento. 
 

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